Lo Scuru su La Stampa, un articolo di Paolo Di Paolo

Un altro narratore giovane, Orazio Labbate, dà voce, con Lo Scuru, a un anziano vedovo siciliano, che riannoda i fili della sua esistenza seduto sotto il portico della sua casa di emigrato in America: «Mi tocco il cuore, si sta bloccando… E dentro di me ragiono e sussurro grazie a una cosa che interamente pulsa e si illumina e che non è un muscolo. Ti amo cielo scolorito. Ti amo bitume dentro i rosoni di graminacee di Falconara». Scava negli anni e nel dolore con una prosa lirica e infuocata.

Ecco il link all’articolo: http://www.lastampa.it/2015/07/27/cultura/tuttolibri/i-giovani-holden-oggi-sono-i-vecchietti-2rlggF4xjf6z8626guY8YK/pagina.html

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